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Luoghi e percorsi della conoscenza sul patrimonio geologico e geomorfologico da salvaguardare
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Ubicazione puntuale delle campagne di rilevamento della qualità dell'aria effettuate da ARPA Piemonte con l'utilizzo del laboratorio mobile, suddivise per tipologia (fondo o traffico) e con indicazione del periodo di monitoraggio.
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Integrazione dei singoli PCCA approvati dai comuni della Provincia di Torino. Il Piano Comunale di Classificazione Acustica (piu' brevemente PCCA) e' lo strumento previsto dalla Legge quadro in materia di inquinamento acustico (Legge 26 ottobre 1995 n° 447), con il quale i Comuni provvedono alla riduzione dellinquinamento acustico suddividendo il territorio in classi con caratteristiche acustiche omogenee, sulla base dei criteri stabiliti dalle regioni ed in ottemperanza con quanto stabilito dal DPCM 14/11/97 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore, che definisce le classi acustiche (I, II, III, IV, V, VI) ed i relativi limiti di rumorosita'.
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L’osservatorio del dissesto idrogeologico riporta quanto illustrato nel Piano Territoriale Generale Metropolitano (progetto preliminare adottato con DCM 66 del 22.12.2022) dove si ricomprendono i seguenti dissesti: - gravitativi (frane) - misti gravitativo-idraulico (conoidi alluvionali) - idraulici (aree inondate, aree inondabili, dissesti legati alla dinamica torrentizia) - legati alla caduta di masse nevose (valanghe) Per quanto riguarda il RETICOLO IDROGRAFICO PRINCIPALE DI PIANURA E FONDOVALLE sono state considerate le fasce A, B, C e le aree inondabili del PAI, nonché le aree inondabili tipo H (P3), M (P2), L (P3) del PGRA dell’Autorità di bacino del fiume Po, caratterizzate da diversi tempi di ritorno e associate a portate differenti. Per il RETICOLO IDROGRAFICO SECONDARIO DI PIANURA, COLLINARE E MONTANO sono state considerate le aree inondabili tipo H (P3), M (P2), L (P1) del PGRA dell’Autorità di bacino del fiume Po e le aree potenzialmente inondabili a pericolosità molto elevata (Eel se dissesti di tipo lineare – Eea se dissesti di tipo areale) a pericolosità elevata (Ebl se dissesti di tipo lineare – Eba se dissesti di tipo areale) a pericolosità media/moderata (Eml se dissesti di tipo lineare – Ema se dissesti di tipo areale) che derivano sia dai Piani Regolatori dei Comuni che (per i comuni che non sono ancora adeguati al PAI) da una serie di studi idrogeologici provenienti da varie fonti. Per quanto riguarda i CONOIDI sono state individuate 4 categorie: conoidi attivi a pericolosità molto elevata (Cae), conoidi attivi a pericolosità elevata (Cab), conoidi attivi a pericolosità media/moderata (Cam) e conoidi stabilizzati naturalmente (CS). Per quanto riguarda i movimenti gravitativi, le FRANE sono state suddivise in areali e puntuali e sono state classificate in 4 tipologie: frane attive (FA), frane quiescenti (FQ), frane stabilizzate (FS) e frane non classificate. Infine per le VALANGHE sono state distinte le seguenti categorie: valanghe, zone pericolose e valanghe minori. Si riportano inoltre le Aree a Rischio Idrogeologico molto Elevato (RME) del PAI aggiornate con le modifiche apportate dai Piani Regolatori Comunali adeguati al PAI, gli abitati da trasferire (in seguito a Decreti risalenti agli anni 50 e 60) e i comuni classificati a rischio sismico ai sensi della DGR n. 6-887 del 30/12/2019. Le fonti dei dati sono: - il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po - il Piano Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po - i Piani Regolatori Comunali (PRGC) adeguati al PAI - una serie di studi idrogeologici redatti da vari Enti tra cui AIPO, Regione Piemonte, ARPA, ex-Provincia di Torino, Comunità Montane) - il SIFraP - Sistema Informativo Frane in Piemonte - il Sistema Informativo Valanghe (S.I.V.A) Per alcuni livelli informativi è presente un campo "classe" che rappresenta il grado di affidabilità del dato ed un campo "fonte_del_dato"; per entrambi la decodifica è riportata nel file decodifica_campi.odt Per ulteriori approfondimenti si rimanda al file "G1_DISPO_tecn_dif_suolo_GEO1_GEO2.pdf" (Disposizioni tecnico normative in materia di difesa del suolo e quadro del dissesto).
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I dati sono stati tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta alcuni elementi di criticità associati alla piena verificatasi lungo l'asta dei torrenti Ceronda e Casternone in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 e riportati nell' "Aggiornamento dello studio sui torrenti Ceronda e Casternone a seguito dell'evento del 13-16 ottobre 2000" e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio effettuato sempre sullo stesso bacino (Ceronda-Casternone) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": /https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:23192f3c-81b2-4130-a08f-8fceef5a80f9 In particolare in questo aggiornamento si analizzano e verificano le conseguenze dell'evento alluvionale sui corsi d'acqua principali e sugli ambiti limitrofi. Data: ottobre 2001 Base cartografica mappe originali: CTR (1:10.000) Base cartografica di acquisizione: CTR (1:10.000)
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Ubicazione puntuale dei siti aziendali che producono emissioni in atmosfera autorizzate ai sensi dell'ex art.272 del D.Lgs.152/2006 e s.m.i. (autorizzazione di carattere generale)
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I dati sono stati tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le aree inondate dal torrente Pellice in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 riportate nello "Studio di sistemazione idrogeologica del torrente Pellice. Aggiornamento in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000" (dicembre 2000) e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio effettuato sempre sullo stesso bacino (Pellice) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:70ca5bf6-d37e-4bd8-bd49-ce3af02ef54e In particolare in questo aggiornamento si descrivono i fenomeni, gli effetti e i danni originatisi in occasione dell'evento alluvionale.
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Il dataset riporta alcuni elementi di criticità relativi ad una serie di eventi alluvionali compresi tra il 2000 e il 2019; i dati sono desunti dalle relazioni tecniche redatte dai tecnici della Città metropolitana di Torino in seguito a tali eventi. In particolar sono state oggetto di studio le seguenti alluvioni: - 10-14 giugno 2000 - 5 giugno 2002 - 1 settembre 2002 - 1-4 dicembre 2003 - 25-29 aprile 2009 - 15-16 marzo 2011 - 4-6 novembre 2011 - 8 e 14 giugno 2015 - 21-26 novembre 2016 - 23-24-25 novembre 2019
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I dati sono stati tratti da uno studio idrogeologico promosso dalla Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta processi ed effetti lineari ed areali associati alla piena verificatasi lungo l'asta del torrente Chiusella in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 e riportati nello studio "Schema di aggiornamento delle proposte di intervento formulate negli studi promossi dalla Provincia di Torino a seguito dell'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000 - Torrente Chiusella" (5/10/2001) e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio sempre sullo stesso bacino (Chiusella) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:6406f73d-9d88-4e2f-ac81-b9b111977c02
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I dati sono tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le criticità idrogeologiche riscontrate lungo l'asta del torrente Malone riportate nei seguenti studi: - "Studio per la sistemazione idraulica dell'asta fluviale del torrente Malone - Fase 3 - Tratto di montagna" Ambito di studio: bacino del torrente Malone (parte montana) Data: marzo 2002 Codice studio idrogeologico: 109a Base cartografica mappe originali: CTR (1:10.000) Base cartografica di acquisizione: CTR (1:10.000) - "Studio per la sistemazione idraulica dell'asta fluviale del torrente Malone - Fase 3 - Tratto di pianura" Ambito di studio: bacino del torrente Malone (parte di pianura) Data: dicembre 2000 Codice studio idrogeologico: 109b Base cartografica mappe originali: CTR (1:10.000) Base cartografica di acquisizione: CTR (1:10.000) N.B. Successivamente, in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre del 2000 e sempre nell'ambito del "Programma di ricerca", è stato effettuato un ulteriore studio idrogeologico di aggiornamento: https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:8e40b2a6-d65b-410f-815a-54979b604e0b
Catalogo città metropolitana di Torino